Il progetto MAGMA, il cui titolo riprende quello di una delle prime rassegne al femminile curata da Romana Loda nel 1977, intende approfondire la nascita e l’origine dell’arte femminista e del femminismo in Italia, mettendole a confronto con le origini e le diverse condizioni del femminismo Lituano, nato in anni molto più recenti, così da aprire nuove e più documentate prospettive di studio che approfondiscano una delle pagine più originali e controverse della nostra storia recente. L’esposizione vuole evidenziare come l’utilizzo del corpo e quello della parola vengano per la prima volta impiegati come strumento di lotta per conquiste politiche e artistiche. Le installazioni, i video, le performance, le immagini fotografiche, i collage realizzati con ritagli di giornali, i manifesti e i libri esposti delineano l’immagine di un’arte totale, creando punti di vista inediti da cui osservare la multiforme compenetrazione fra immagine, segno verbale e segno grafico.

LOTTA POETICA

05 maggio – 06 giugno 2017,  Fondazione dei Monti Uniti di Foggia
a cura di Benedetta Carpi De Resmini in collaborazione con Michele Brescia

Il titolo della mostra, Lotta Poetica – Il messaggio politico nella Poesia Visiva 1965-1978, è tratto liberamente dalla nota rivista fondata nel 1971 da Sarenco e Paul De Vree, in quegli anni luogo privilegiato di dibattito e confronto culturale, al di fuori dei canali di comunicazione tradizionali. In esposizione presso la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia i lavori e le opere degli artisti che si sono impegnati a contrastare la nascente società dei consumi a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta: abbandonati i tradizionali strumenti comunicativi e cadute le barriere tra i diversi generi, gli artisti approdano a un linguaggio basato sul verbo e sull’immagine che trova definizione proprio nella Poesia Visiva, neoavanguardia nata in seno al fiorentino Gruppo 70, fondato da Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini. Collage, disegni, documenti, riviste, manifesti e libri d’artista raccontano l’immagine di un’arte militante, creando punti di vista inediti da cui osservare la compenetrazione tra immagine, segno verbale e segno grafico.

TAKE AS MUCH
AS YOU CAN CARRY

Kipras Dubauskas

19 maggio – 30 giugno 2016, Galleria Ex-Elettrofonica, Roma
a cura di Benedetta Carpi De Resmini

Presso lo spazio di Ex-Elettrofonica è stata presentata la mostra del giovane artista lituano Kipras DubauskasTake as Much as You Can Carry a cura di Benedetta Carpi De Resmini, che prosegue il progetto SPACES | NON SPACES da lei stessa ideato e avviato nel 2013. E’ un progetto site specific che ruota attorno all’omonimo film girato in 16mm da Kipras Dubauskas tra la Polonia e la Lituania. Perno centrale dell’esposizione è un grande tubo, generalmente in uso per le condutture dell’acqua, che lega l’esterno e l’interno della galleria. Nella sua ricerca artistica Dubauskas seleziona spesso aree suburbane che, come i suoi abitanti, conservano un proprio tempo e un proprio ordine, da cui emergono importanti questioni sociali non ancora risolte.

SEIEMEZZA

04 – 14 giugno 2015, Centro Culturale Elsa Morante, Roma
a cura di Benedetta Carpi De Resmini in collaborazione con gli studenti del VII Master in Economia e Management dei Beni Culturali della Business School del Sole24 Ore, Roma

SEIEMEZZA. Le periferie dell’arte è un progetto di rivitalizzazione urbana che attraverso una mostra partecipata presso il Centro Culturale Elsa Morante di Roma, si propone di sondare il valore e il senso del tempo nella sua accezione soggettiva e relativa, nonché l’impatto indelebile che apporta al paesaggio e alla vita che vi scorre attraverso. Seiemezza è l’orario dell’inizio della routine quotidiana, quando si riempiono le strade, le persone si spostano, si sale sulla metro e la periferia si collega al centro. Le periferie dell’Arte è stato reso possibile grazie ad un gruppo interdisciplinare di lavoro costituito da artisti, abitanti del territorio e giovani professionisti del settore. Il  progetto è stato promosso dall’Assessorato Cultura e Turismo di Roma con la collaborazione trasversale di Zètema Progetto Cultura e del Centro Culturale Elsa Morante e realizzato dalla Business School del Sole 24 Ore di Roma per favorire la sinergia tra i giovani studenti che si aprono al mondo del lavoro e per valorizzare le aree periferiche della città.

COINQUILINI – ROOMATES 2011

Guendalina Salini e Marinella Senatore

25 giugno – 30 ottobre 2011, Macro, Roma
a cura di Benedetta Carpi de Resmini e Benedetta di Loreto

Quarto appuntamento del ciclo di mostre Roommates / coinquilini, progetto con cui il Museo Macro si apre all’attività di giovani artisti e curatori della scena romana. In questa occasione Guendalina Salini e Marinella Senatore, trasformano lo spazio espositivo in un teatro dell’anima e della memoria, riflettendo sulle diverse realtà legate alla comunità cittadina.

Guendalina Salini, con l’opera “Non troverai mai i confini dell’anima”, compone un grande mandala di regoli colorati, una struttura simile alla griglia scomposta di una città, sorta di disegno impermanente e giocoso, che rimanda alle figure orientali eseguite con la sabbia colorata per creare un diagramma circolare dal valore simbolico. Marinella Senatore costruisce invece un “teatro della memoria” dal titolo “Electric Theatre”, in cui interpreta le storie, gli aneddoti e le testimonianze su memorie di eventi e movimenti del passato.