ON THE BREADLINE

Elena Bellantoni

Marzo – dicembre 2019

A cura di Benedetta Carpi De Resmini
Progetto promosso da Wunderbar Projects e Istituto Centrale per la Grafica, Roma

On The Breadline, vincitore della IV edizione di Italian Council (2018) – bando promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il fine di promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo – è un progetto artistico itinerante di Elena Bellantoni che si sviluppa in un anno e percorre la “strada del pane” di 4 paesi: Italia, Grecia, Serbia e Turchia. La Breadline che l’artista segue è sia la linea del pane ma anche la linea di povertà che ha segnato storie e narrazioni di questi paesi segnati dalle “rivolte del pane”. Il lavoro finale sarà un’opera video a quattro canali che entrerà a farà parte della collezione permanente delle opere multimediali dell’Istituto Centrale per la Grafica e successivamente presentato in una mostra personale nel 2020.

LA PAROLA CAPOVOLTA

Paola Gandolfi

27 marzo 2019, AmbumArte, Roma

A cura di Benedetta Carpi De Resmini

Proiezione video dell’artista e talk con la partecipazione di Benedetta Carpi De Resmini, Paola Gandolfi e Monica Vacca

Il nuovo appuntamento di AlbumArte | VideoArtForum è l’occasione per presentare in anteprima l’ultimo lavoro video di Paola Gandolfi La parola capovolta (2019). Gandolfi, artista poliedrica, ha sempre indagato l’immagine della donna con uno sguardo introspettivo, multiplo e rovesciato al tempo stesso: la figura femminile è sezionata, disgiunta frammentata. Gandolfi, scandagliando le molteplici possibilità della fantasia e dell’inconscio e attingendo ad un immaginario fantastico e surreale è alla ricerca costante del significato di quell’essere donna al di là della superficie, dell’epidermide. Nei suoi lavori “la parola” intesa come pensiero e come immaginazione è capovolta, il normale flusso di pensiero viene investigato a ritroso, dall’esterno verso l’interno, dallo spazio cosmico fino a arrivare al ventre materno.

IN POTENZA SONO TUTTO

Cecilia Luci

23 – 31 gennaio 2019, Casa Internazionale delle Donne, Roma

A cura di Benedetta Carpi De Resmini

Il progetto è stato costruito grazie alle testimonianze e ai volti delle donne del carcere di Rebibbia, con i loro dolori e le loro paure, poste a fianco delle monache che hanno abitato nel complesso del Buon Pastore, ex convento e primo carcere femminile istituito dallo stato della Chiesa e dunque luogo di reclusione e penitenza. Due storie, una passata e l’altra presente che si incontrano, donne dal passato turbolento a cui viene data nuova vita, una nuova immagine, accostate ai nomi di quelle donne che non ce l’hanno fatta, che sono state barbaramente uccise dai propri compagni, mariti e dagli uomini ad esse vicine. In Potenza sono Tutto è un lavoro sul luogo e sulla memoria: quattro proiezioni fotografiche e una performance evocano le donne detenute e le monache-custodi di quell’Istituto carcerario, riattivando la memoria insita nel luogo. Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno della Casa Internazionale delle Donne e dell’ UDI – Unione Donne in Italia.

RUBA LA FINESTRA E RUBA I FRAMMENTI!

Cosimo Veneziano

28 gennaio – 10 febbraio 2018 , AlbumArte, Roma
A cura di Benedetta Carpi De Resmini

È la prima mostra personale a Roma del giovane artista Cosimo Veneziano (Moncalieri 1983, vive e lavora a Leeds, UK) che porta a Roma un gruppo di lavori che ragionano sul concetto di monumento e corpo. Il titolo che la curatrice ha voluto per la mostra “trae ispirazione da un’opera dello scultore lituano Mindaugas Navakas, che vuole porsi come riflessione giocosa su quello che la storia della scultura / monumento, associata all’opera di Cosimo Veneziano, rappresenta oggi. Il lavoro sui monumenti e sul mutevole destino dell’opera pubblica fuori dal suo contesto temporale o politico, quello che rappresenta un monumento del passato quando cambia la mentalità dominante e cambiano i fatti reali di un luogo o di una nazione, o addirittura di tante nazioni quando sono sotto un unico regime, ha sempre generato proficue riflessioni.

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TRA CIGLIA E PENSIERO

Eglė Budvytytė

19 settembre – 11 novembre 2017 , AlbumArte, Roma
A cura di Benedetta Carpi De Resmini

La mostra si impernia su scenari e contesti inusuali posti accanto a elementi quotidiani, dicotomie strutturali alle opere della giovane artista.  Eglė Budvytytė crea all’interno delle sue opere dei cortocircuiti tra realtà e finzione, aprendo questioni sul ruolo del soggetto rispetto a una riflessione sociale in senso più ampio. In mostra una selezione di opere video che riflettono sul tempo economico e sociale che scandisce gli spostamenti, i ritmi della vita quotidiana, andando a creare vuoti momentanei in cui l’immaginazione prende il sopravvento. In uno scenario mondiale basato sempre di più sulla cyber intelligence, in cui i conflitti sia economici che sociali sembrano governati dal potere virtuale della rete, l’opera dell’artista si pone come naturale reazione di denuncia alla società contemporanea. Gruppi o realtà  individuali sfidano le convenzioni, condotti alcune volte da una voce fuori campo, come un deus ex machina, che racconta o li conduce a contrapporsi alle regole imposte.

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I PESCI NON PORTANO FUCILIA

Alfredo Pirri

12 aprile – 04 giugno 2017 , MACRO Testaccio, Roma
A cura di Benedetta Carpi De Resmini e Ludovico Pratesi

Quella del Macro Testaccio rappresenta la tappa conclusiva del progetto I pesci non portano fucili, un viaggio all’interno dell’opera, del pensiero e della ricerca dell’artista che è iniziato nel novembre 2016 RWD / FWD , allestita presso lo Studio/Archivio dell’artista. Il titolo del progetto è stato scelto dallo stesso Pirri in omaggio all’opera The Divine Invasion di Philip K. Dick (1981), in cui l’autore immagina una società disarmata e fluida come il mare aperto dentro il quale immergersi e riemergere dando forma ad avvenimenti multiformi. Tutto il progetto viene proposto come un nuovo possibile modello di rete culturale, fortemente sostenuto da Pirri, in cui ogni istituzione coinvolta è autonoma ma in costante dialogo con le altre.

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18 gennaio 2017, Albumarte, Roma
A cura di Benedetta Carpi De Resmini


Yes. Really! live performance di
Lina Lapelytė
proiezione del film Chasing Boundaries Vilnius (2016, 35 min.)
di
Zaelia Bishop e Emanuele Napolitano
Incontro con
Lolita Jablonskienė
Chief curator, National Gallery of Art di Vilnius e
Laima Kreivytė – artista
In collaborazione con il Lithuanian Cultural Institute

Lina Lapelytė giovane artista lituana, ha realizzato presso gli spazi di AlbumArte la performance Yes. Really!  In questa sua azione convivono due sfere di espressività che si uniscono e si influenzano a vicenda, l’arte contemporanea e la musica.  Lapelytė si ispira alla musica popolare, folk, collegata  alla ricerca e all’approfondimento della semantica delle parole. Lo strumento della canzone è declinato a oggetto di gioco per creare connessioni e rimandi tra musica e parole, tra la musicalità delle note e la fonetica delle parole. Lina Lapelytė si delinea come una tra le più promettenti artiste contemporanee sulla scena internazionale. La sua opera si avvale del corpo, dell’azione, del melodramma oltre che della musica sinfonica, per aprirsi ad una contestualizzazione sociale e legata al tempo presente.

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AMBIENTI PROIETTIVI ANIMATI, 1964-1984

Luca Maria Patella

30 gennaio – 26 aprile 2015, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea, Roma
A cura di Benedetta Carpi De Resmini e Stefano Chiodi

La mostra Luca Maria Patella, Ambienti proiettivi animati, 1964-1984, che prende il titolo della prima personale di Patella tenutasi a Roma nel 1968 alla galleria l’Attico di Fabio Sargentini, intende offrire, attraverso una selezione di alcune tra le opere più significative dei primi due decenni della sua lunga carriera, una rilettura critica degli esordi del percorso dell’artista. In anticipo sulle tendenze artistiche e culturali che sarebbero emerse solo nei decenni successivi, Patella è stato nella prima metà degli anni Sessanta uno dei pionieri in Europa dell’uso artistico di fotografia e film, sovente posti in relazione con lo spazio naturale e l’architettura. La mostra si snoda attraverso una serie di “ambienti” disposti in un percorso che mette in luce i peculiari procedimenti creativi della produzione degli anni Sessanta e Settanta dell’artista. Le installazioni, le azioni performative, le tele fotografiche, i film e i libri d’artista concorrono a delineare l’immagine di un artista “totale”, creando inediti punti di vista.

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TRACES

Marguerite de Merode

11 giugno – 12 luglio 2015, M. K. Curlionis, National Museum of Art, Kaunas, Lithuania
A cura di Benedetta Carpi De Resmini

Traces è la seconda mostra di Marguerite de Merode in Lituania dopo la personale a Vilnius presso il Graphic Art Centre sempre curata da Benedetta Carpi De Resmini. Le opere fotografiche esposte in mostra raccontano lo studio approfondito dell’artista sulla tematica della migrazione partendo da un’opera esemplificativa come l’installazione About Alì (2011). Ogni opera esposta in mostra si pone come obiettivo quello di dare importanza alle infinite sfaccettature che può assumere un personaggio, che sia un volto, una mano o un luogo singolo.

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GRAND TOUR – Spaces | Non Spaces #

Alis/Filliol

19 marzo – 15 maggio 2013, Galleria Ex Elettrofonica, Roma
A cura di Benedetta Carpi De Resmini

SPACES I NON SPACES è un progetto ideato da Benedetta Carpi De Resmini per Ex Elettrofonica intesa come non-luogo, secondo la concezione di Marc Augé, come nodo o rete di un mondo senza confini, un luogo dove perdersi e ritrovarsi al contempo. In una città come Roma, caratterizzata dalla storia e dal tempo, i non-luoghi spalancano dei varchi in cui lo spazio, non più suddiviso in frontiere, si apre a nuove esperienze condivise. Il non-luogo diventa così elemento positivo da contrapporre all’idea di appartenenza legata alle proprie radici, in cui il vuoto, lasciato dalla nuova società globale, non crea solo spazi alienati, ma luoghi in cui riconoscersi e creare nuove fasi di progettazione e evoluzione.

Il primo appuntamento è dedicato ad Alis/Filliol, alias Davide Gennarino e Andrea Respino, duo nato a Torino nel 2007. La loro ricerca artistica ruota attorno alla scultura nell’accezione più tradizionale di tecnica che offre potenzialità inattese e il più delle volte sconosciute, che conduce a scontri processuali che implicano la necessità di coinvolgere l’uno e l’altro nella realizzazione della stessa.

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ESPACIOS URBANOS

15 aprile – 1 agosto 2009, Fundation Proa, Buenos Aires
A cura di Ludovico Pratesi in collaborazione con Benedetta Carpi De Resmini

Espacios Urbanos intende analizzare l’evoluzione del concetto della città nella cultura contemporanea, attraverso le idee e le fotografie dei cinque più importanti esponenti della cosiddetta Scuola di Düsseldorf: Andreas Gursky, Candida Höfer, Axel Hütte, Thomas Ruff e Thomas Struth. L’esposizione è composta da circa 50 opere che vanno dai primi anni Ottanta fino ad oggi che delineano le diverse interpretazioni che gli artisti hanno con lo spazio urbano. Per la prima volta Andreas Gursky, Candida Höfer, Axel Hütte, Thomas Ruff and Thomas Struth si confrontano in una mostra collettiva su un tema comune – la città – che apre a diverse chiavi di lettura.

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